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DIGITAL FRONTIERS: il comparto ICT regionale accelera sui mercati internazionali

La seconda tappa del format promosso da DITEDI approda a Pordenone il 16 aprile. Al centro: fondi europei, geopolitica digitale e focus strategici su Germania, Austria e Taiwan.

Dopo il successo del primo incontro a Udine, il percorso verso l’internazionalizzazione del settore digitale regionale fa tappa a Pordenone. Giovedì 16 aprile, a partire dalle ore 10.00, il Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” ospiterà “DIGITAL FRONTIERS 2 – Expanding ICT Ecosystems Beyond Borders”.

L’evento, promosso da DITEDI (Cluster regionale delle Tecnologie Digitali) con il contributo e il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio di Udine-Pordenone e di SPRINT FVG, punta a fornire alle imprese ICT una roadmap operativa per scalare i mercati esteri, trasformando le sfide della geopolitica in opportunità di crescita.

Un programma tra visione globale e operatività

I lavori si articoleranno in tre sessioni chiave:

  1. Visione Globale e Finanza: un’analisi profonda sulle dinamiche geopolitiche che influenzano il mercato digitale, con il contributo del Prof. Lorenzo Maria Pacini, seguita da un focus sugli strumenti finanziari della Regione FVG (illustrati da Sara Tesi) e di Finest S.p.A. (con Salvatore Benigno) per supportare l’espansione oltre confine.
  2. Focus Mercati (Germania, Austria, Taiwan): esperti di alto profilo, tra cui Alessandra De Santis (ITKAM), Daniele Cozzi (Joanneum Research) e l’avvocato d’impresa Gianni Dell’Aiuto, illustreranno le opportunità concrete per le imprese deep-tech e digitali in ecosistemi leader come quello tedesco, austriaco e taiwanese.
  3. Scaling up tra UE e UK: testimonianze dirette di imprese innovative coordinate da Giulia Sirigu (Innovate UK) e Annibale Fracasso di Torrepaduli (CCIFLione), per analizzare i percorsi di successo verso Francia e Regno Unito.

L’internazionalizzazione come scelta di sistema

Il format nasce dalla necessità di colmare un gap strutturale: come emerso nel primo incontro di Udine, solo il 9,6% delle imprese ICT regionali opera attualmente all’estero.

“La crescita internazionale richiede un salto di scala, massa critica e una regia unica,” ha dichiarato Francesco Contin, Direttore di DITEDI. “Con Digital Frontiers vogliamo trasformare il territorio in una piattaforma competitiva globale, connettendo le competenze locali con i principali hub dell’innovazione mondiale.”

 

INFO E ISCRIZIONI

L’evento è gratuito previa registrazione qui.

  • Data: Giovedì 16 aprile 2026
  • Orario: Registrazione ore 10.00 | Inizio lavori ore 10.30 | Termine ore 13.00
  • Luogo: Polo Tecnologico Alto Adriatico, Via Roveredo 20/B, Pordenone
  • Networking: A chiusura dei lavori seguirà un brindisi di networking.

 


NOTA DI APPROFONDIMENTO: IL PRIMO APPUNTAMENTO (UDINE, 26 MARZO)

Il debutto di Digital Frontiers ha delineato la strategia per rendere l’ecosistema ICT regionale competitivo a livello globale. Durante l’incontro di Udine, sono intervenuti attori chiave del sistema territoriale:

  • Strategia e Governance: Nicola Bosello (Amministratore Unico DITEDI) e Francesco Contin hanno evidenziato la necessità di una governance condivisa per superare la frammentazione del comparto. Giorgio Adami (Regione FVG) ha invece ribadito il ruolo centrale dell’Agenda FVG Manifattura 2030.
  • Strumenti e Finanza: Lydia Alessio-Vernì (Select FVG) ha presentato la strategia di attrazione investimenti, mentre Cristina Gallo (CCIAA PN-UD) ha illustrato il Bando Internazionalizzazione da 4 milioni di euro. Luisa Corbelletto (SPRINT FVG) ha confermato il ruolo dello sportello regionale come hub operativo integrato con ICE e SACE.
  • Focus Mercati: Annibale Fracasso di Torrepaduli (CCIFLione) ha analizzato l’asse innovativo francese Parigi-Lione-Grenoble, mentre Giulia Sirigu (Innovate UK) ha presentato il modello britannico focalizzato sulle frontier technologies (AI, Quantum, Cybersecurity).

Il confronto ha confermato che l’internazionalizzazione è un processo sistemico che richiede programmi di capacity building e partnership strategiche strutturate.